Come trovare una babysitter

Un figlio che nasce è una gioia. Appena te lo posano tra le braccia, tutte le paure svaniscono come per magia e nel ruolo di genitori ci si lancia in questa splendida avventura. E genitore non si nasce ma si diventa sperimentando e informandosi giorno dopo giorno: l’allattamento, il ciuccio, il sonno, i pianti, le urla, i denti, la pappa, il seggiolone, il marsupio, il passeggino, ecc…
Non ci sono regole perché ogni bambino è diverso ed i genitori devono prendersi il tempo e avere la dovuta pazienza per conoscerne le esigenze e crescerlo come meglio credono.

Ed è proprio il tempo il problema. Mi riferisco al congedo maternità ossia i quattro mesi che spettano di diritto ad ogni donna che partorisce. Quattro mesi che non bastano nemmeno per recuperare le energie spese durante la gravidanza. Quattro mesi dopo i quali una coppia ma soprattutto una donna, si trova davanti ad un bivio. Già perché decidere se riprendere a lavorare o restare a casa a crescere il proprio figlio non è sempre facile.

Ci sono diverse vie di pensiero ed ognuna è giusta poiché ogni donna deve sentirsi libera di vivere la sua maternità come meglio crede. Quando siamo nati io e mio fratello, nostra mamma è rimasta a casa a curarci. Ma erano altri tempi e anche il mercato del lavoro era un po’ diverso. Oggi se decidi di rimanere a casa a crescere tuo figlio rischi di non riuscire a rientrare più nel mondo del lavoro a meno che non hai un onesto datore di lavoro o sei indipendente.

Io ho avuto Nicolas all’alba dei quarantanni (si si… ce la siamo presa comoda). Lavoravo da pochi mesi e visto che legalmente ne avevano diritto, non ci hanno pensato due volte a lasciarmi a casa. Poi, va bé, le motivazioni che hanno usato sono discutibili ma non importa. Forse, se non mi avessero lasciata a casa non avrei avuto il coraggio di rinunciare alla carriera (perché ero stata assunta per una posizione di responsabilità) e dopo quattro mesi avrei ripreso la mia attività lasciandomi sfuggire i suoi progressi e tutte le emozioni che ho provato fino ad oggi. Ma come detto, ogni donna dovrebbe potersi sentire libera di decidere se prendersi cura del proprio figlio oppure tornare alla vita professionale affidandosi a babysitter, asili nido o mamme diurne. La differenza è una sola: l’indipendenza economica.

Ora Nicolas a quasi un anno e mezzo e sto valutando l’idea di riprendere a lavorare ad ore per reintegrarmi pian piano nella società riabituandomi ai ritmi dettati da essa.

Non ho fretta.. però se dovessi trovare un impiego inizierò la mia ricerca sul web.

Sono sempre più numerosi i siti che propongono la ricerca della babysitter online, come ad esempio Sitly.ch. Non è male… comodamente da casa con pochi click si possono iniziare a vedere i profili di tutte le tate che si propongono nella tua zona.

 

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