Colpi di testa

Introduzione.

A chi di voi, almeno una volta nella vita, non é capitato di andare dal parrucchiere con l’intenzione di spuntare i capelli o di regolare solo il taglio ed é uscita con la testa stravolta?

A me é successo. Ed oggi sono qui a scrivere questo articolo perché ci sono cascata per l’ennesima volta. Sto impazzendo perché ogni volta che li lavo e li asciugo é una lotta per dargli una piega.. e purtroppo vincono sempre loro.

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Ho cercato in rete dei metodi per rimediare al disastro ma nulla. L’unica alternativa che ho é attendere che i capelli ricrescano.

Io però non demordo e continuo a sbirciare qua e là!

E tra le varie testimonianze ho trovato questo testo che ho estrapolato da un articolo del sito di Jean Louis David:

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Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di quanto affermato in queste righe. Io di solito quando entro in un salone spiego esattamente quello che desidero eppure esco quasi sempre delusa.

Qualche anno fa, con la chioma abbastanza lunga e ondulata, mi sono recata in un salone per “pulire il taglio” che per me significa spuntare. Avevo anche la frangia, una splendida frangia. Era la prima volta che ci andavo. Ho il brutto vizio di cambiare parrucchiere perché mi piace testarli. Mi lava i capelli, mi fa accomodare sulla poltrona, davanti allo specchio e mi chiede ancora che cosa voglio. Gli dico che i capelli mi piacciono così ma avrei bisogno di una spuntatina, frangia compresa.

Io non so cosa ha capito ma ha cominciato ad alleggerirli tagliuzzando qua e la. Avevo il segno netto delle sforbiciate. Bruttissimo. Ma il bello é arrivato quando é stato il momento della frangia e lui mi dice: “ah..  certo che tagliare la frangia é davvero difficile”. Mi si é gelato il sangue nelle vene. Ha cominciato a tagliarla finché si é accorto che ho una bellissima rosa a destra (a dire il vero ne ho una anche a destra ma per fortuna non l’ha vista!!!) e secondo voi come ha pensato di risolvere il problema?? ma tagliandola via naturalmente. Si avete capito bene, ha tagliato la ciocca di capelli…

Ora, non vorrei passare per bacchettona, ma qui non si tratta di incomprensione bensì di incapacità professionale! Infatti appena uscita ho scritto un’email abbastanza alterata al proprietario del salone che al momento dei fatti non era presente e gli ho spiegato la situazione e la mia delusione. Dopo avermi vista di persona ed aver confermato le mie perplessità, mi ha rimborsata e mi ha dato un buono per rimediare all’errore dell’altro collega. Purtroppo c’era ben poco da fare ma ho apprezzato il gesto e l’ammissione di colpa.

E nonostante ciò, continuo a fare lo stesso errore. Mi affido a persone che si credono chissà chi, che ti incantano con le parole e poi quando arrivi a casa e lavi i capelli ti rendi conto che hanno fatto un casino.

Avevo un banalissimo carré lungo davanti e corto dietro. Volevo dargli un po’ di volume. Ormai conosco benissimo sia i miei capelli che il mio volto e so cono esattezza come NON devono essere i miei capelli. Lo so io ma dovrebbe saperlo anche un buon parrucchiere. Perché il loro lavoro é anche quello di cercare e consigliare un taglio che si addica al volto e alla fisicità di una persona. Poi é necessario valutare il tipo di capello, la direzione in cui cadono le ciocche e le rose. Anche il colore é importante perché, per esempio, i capelli decolorati non andrebbero sfilati.

E così vado in questo salone dove di solito mi serve una ragazza (bravissima). Lei non aveva tempo e così mi mette nelle mani di un collega – aimé – fidandomi. Mi sono presentata con i capelli decolorati, quindi parecchio sfibrati. Gli ho spiegato che volevo mantenere il taglio dandogli un po’ di volume. Nella mia mente c’é sempre la speranza che prima di prendere le forbici in mano valutino attentamente ciò che stanno per fare. È quello che mi aspetto da un professionista.

Comunque non ha capito una cippa nemmeno lui. Ha cominciato a sforbiciare come se non ci fosse un domani e via… taglia di qua, taglia di là… ora sono tutti sfilacciati.

Tra l’altro, con quello che costa uscire delusi é ancora più fastidioso.

Andare dal parrucchiere é l’unico momento in cui posso dedicarmi un po’ di tempo. Una coccola che mi concedo ogni tanto per la piega, per il colore o per il taglio.

Insomma non mi interessano le dimostrazioni di bravura e di fantasia se poi non sono nemmeno capaci ad ascoltare le mie richieste.

I casi sono due:

  1. Entro in un salone e dico “mi affido a te” allora fai ciò che vuoi. E in quel caso ti conviene essere bravo perché se ti dò carta bianca devi fare un capolavoro.
  2. Entro in un salone e dico “alleggeriamoli un po’ mantenendo la lunghezza” mi aspetto che tu faccia quello che ti chiedo.

La morale di tutta questa storia non la so, ma una cosa é certa. D’ora in avanti – e lo giuro mettendolo per iscritto – se non mi ascoltano mi alzo e me ne vado (anche con la testa bagnata).

Ovviamente non ce l’ho con la categoria. Ci sono molti parrucchieri che sanno fare benissimo il loro lavoro e ne ho incontrati molti. Che questo vizio di affidarmi a chiunque mi serva d’insegnamento….

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