Pensavo ai papà.

Pensavo ai papà.

Un ruolo importantissimo il loro. Benché si dica che il loro sforzo per mettere al mondo un figlio sia inferiore a quello di una donna (mhmmmmm… lascio a voi i commenti) sono fondamentali per la sua crescita.

E certo perché i genitori hanno due ruoli ben distinti ma un unico scopo: aiutare i figli a diventare un Uomo o una Donna in grado di affrontare la vita a testa alta.

Sentirsi bene con sé stessi é la chiave per essere all’altezza di qualsiasi situazione. Errare é umano. Ed é giusto che imparino ad accettare i propri errori e quelli degli altri.

Mentre mia mamma era onnipresente nella mia infanzia e nelle mia adolescenza, mio papà, come tutti i papà, lavorava. Lavorava tanto e spesso si assentava per qualche giorno.

E mi mancava terribilmente.

La sua figura, era fondamentale nella mia vita. Mi sentivo protetta, tranquilla e amata. Già perché ricordo con esattezza ogni suo piccolo e grande gesto d’affetto dimostratomi negli anni.

Un affetto ricambiato fin da subito.

Un affetto che da entrambe le parti va conquistato e coltivato giorno dopo giorno.

Per la mamma l’amore sboccia nel momento in cui legge il risultato positivo sul test di gravidanza e viene immediatamente ricambiato al primo vagito.

Anch’esso va coltivato ma il ruolo della madre é quasi sempre chiarissimo fin da subito.

L’unico termine che mi viene in mente per definire l’amore di una madre per i figli e viceversa é « scontato ».

Non per sminuire colei che ci ha messi al mondo portandoci in grembo per nove mesi e prendendosi cura di noi per il resto della sua vita ma appunto, per dire che la mamma é LA MAMMA e guai a chi ce la tocca !

Anche il papà é il papà, ma lui é spesso assente. Mentre la mamma si occupa di noi a casa (quando può permetterselo), lui lo fa al lavoro (se ha la fortuna di averne uno) guadagnando i soldi per la « pagnotta ».

I figli devono capire che mamma e papà anche se diversi, hanno il compito comune di amarli, crescerli, educarli e renderli indipendenti. E il papà probabilmente, se potesse, passerebbe più tempo con loro.

Quando mio papà andò in pensione, non perdeva occasione per portare a spasso Sofie, la prima nipotina, figlia di mio fratello. Ogni tanto andavo con loro ed un giorno, al parco giochi, disse una frase che non dimenticherò mai. Lui che era uno di quei papà lavoratori. Di quelli che lavoravano giorno e notte. Spesso mi mancava tantissimo. Ma nonostante ciò é stato un grande papà perché ha saputo darmi ciò di cui avevo più bisogno : il suo amore. E lo dimostrava sia con le parole che con i gesti. Forse avrebbe voluto dedicarci più tempo e cercava di tamponare la sua assenza dicendoci spesso che ci voleva bene. Ed io l’ho sempre apprezzato questo perché capivo la situazione.

Qual’era la frase ? Questa.

« Ora che sono in pensione posso godermi i nipotini. Mi spiace non aver potuto fare lo stesso con i miei figli. »

Dopo 9 mesi di pensionamento se n’é andato (e certe ferite non guariscono mai..). Non ha potuto gordersi nemmeno i nipotini che oggi sono diventati tre.

Ora che sono mamma ripenso spesso alla mia infanzia, a come erano i miei genitori e a quello che desideravo come figlia. Ma soprattutto penso che non vorrei mai arrivare a rimpiangere il tempo che non ho passato con mio figlio. E ci tengo che anche il suo papà riesca a goderselo il più possibile. Perché ha bisogno di lui e perché questo é necessario affinché si instauri tra loro quel rapporto di fiducia che renderà il loro legame futuro indissolubile.

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