Vacanze per tutti

Sta per terminare la stagione invernale. Molti stanno già programmando le vacanze estive.Non posso far altro che ripensare a quelle dell’anno scorso. Le prime con Nicolas che aveva sette mesi circa.

Viaggiare con un bambino piccolo è una lotteria. Le sue abitudine vengono stravolte e deve riadattarsi a ciò che trova.

Infatti la prima domanda che ci siamo posti è stata: albergo o appartamento?

La comodità di essere “serviti e riveriti” oppure l’indipendenza?

Mh, entrambe le soluzioni erano valide.

E così ci siamo posti un’altra domanda: “E se Nicolas piange durante i pasti e la notte?” (cosa più che probabile..).

Et voilà! La risposta è arrivata immediatamente: APPARTAMENTO.

Tra l’altro era anche la scelta più economica, il che non guastava. 

Purtroppo nella località in cui volevamo andare abbiamo trovato un appartamento disponibile solo per due notti dopodiché avremmo dovuto per forza spostarci in un albergo. Abbiamo voluto provarci e così per due giorni abbiamo affittato un appartamento. Avevamo a disposizione tutto il necessario per gestire Nicolas e anche se ogni tanto strillava noi eravamo tranquilli perché non disturbava nessuno.

Poi è arrivato il momento di spostarci in albergo. Fortunatamente, frequentando la località da molti anni, conoscevo bene i proprietari ma un po’ di ansia da prestazione c’era comunque.

La permanenza è stata piacevole perché hanno saputo metterci a nostro agio nonostante i pianti notturni e l’agitazione durante i pasti. 

E così, anche quest’anno, se tutto va bene, vorremo trascorrere qualche giorno al mare o in montagna. Memori di quell’esperienza stiamo pensando se alloggiare in un albergo o in un appartamento.

Ora siamo sicuramente più organizzati anche perché Nicolas è un po’ più grande e gestibile ma ho sempre il pensiero che possa disturbare il riposo degli altri.

Lo so, dovrei fregarmene come fanno in molti, ma non ci riesco. Mi sembra una mancanza di rispetto. Come quando vai al ristorante e i bambini corrono tra i tavoli urlando come fossero a casa loro.

È normale che facciano così, sono bambini, ma ciò che mi fa imbestialire sono i genitori menefreghisti che li lasciano fare senza dire nulla.

Noi, se Nicolas fa i capricci, siamo abituati ad uscire dai locali. Lo stesso vale se comincia a correre in giro e a toccare tutto. È un bambino e fa parte della sua natura essere così. E poiché non possiamo pretendere che smetta ce ne andiamo. 

Nicolas deve sentirsi libero di piangere, giocare e correre. Deve potersi sfogare insomma. Un po’ come a casa. E per questo motivo stiamo valutando un’altra opzione.

Qualcuno di voi è già stato in uno di quei “villaggi” creati apposta per le famiglie? Mi sembrano luoghi sicuri e ben organizzati. Offrono animazione per bambini e riposo assicurato per i genitori.

Questa soluzione ci incuriosisce molto anche perché permette ai bambini di socializzare e di sentirsi liberi.

Insomma, le vacanze devono essere un momento piacevole per tutti.

 

3 pensieri riguardo “Vacanze per tutti

  1. Quando il mio secondo figlio aveva 1 anno abbiano provato il camper e nonostante le difficoltà iniziali ci siamo trovati benissimo. In qualsiasi struttura ci fermavano i bambini trovavano amici, giochi e svago, si abitavano a camminare con noi… Finché erano piccoli avevamo tutto il necessario ovunque andavamo e partivano senza mai prenotare nulla a seconda del tempo e della salute dei figli. Certo è una soluzione ottimale solo se piace il camperve i campeggi…

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  2. Sto facendo la tua stessa ricerca! Ci sono tanti family hotels o villaggi attrezzati per i bambini nelle maggiori località turistiche, ma i prezzi sono fuori dalla nostra portata…per le vacanze con le nostre bimbe, quando avevano un anno abbiamo adottato la soluzione appartamento, quando ne avevano due il glamping con un piccolo bungalow e si sono divertite un mondo a stare in mezzo alla natura. Quest’anno non ci dispiacerebbe trovare una soluzione più “coccolata”, ma vedremo cosa troveremo! Anche se resto dell’idea che l’appartamento sia meglio anche loro, perché stravolge meno le loro abitudini, essendo una casa, diversa dalla loro, ma pur sempre una casa.

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