Parola d’ordine: originalità

È tra le principali qualità che bisogna possedere per distinguersi dalla massa.

Una volta era più facile perché non c’erano tutte le varianti professionali che esistono oggi. L’avvento della tecnologia ha dato il via ad un’inversione di marcia. La macchina ha “rubato” il lavoro all’uomo che per stare al passo con i tempi deve inevitabilmente continuare ad aggiornarsi e perfezionarsi. Il problema però è che andiamo quasi tutti nella stessa direzione e sinceramente dubito che sia possibile trovare un’occupazione a tutti.

La pratica, Signori, non sottovalutiamo mai l’importanza dell’esperienza. Studiare è importate per avere una cultura e sapersi confrontare con gli altri ma non è indispensabile.

Non mi riferisco agli ingegneri, agli architetti, ai professori, scienziati, ecc. che necessitano per forza di una base teorica, bensì a commesse, camerieri, segretarie (come me), magazzinieri, donne delle pulizie e via dicendo. Tutte professioni che chiunque può imparare se solo lo vuole.

La pratica professionale però è confrontata con il “pezzo di carta” che purtroppo ah sempre la meglio.

Io posso saper svolgere un sacco di lavori ma se non ho nulla che lo attesti la mia parola vale ZERO. E questo è un peccato perché molti finiscono per fare un lavoro che non amano con la conseguenza che lo fanno male. Ne vale la pena?

Si sono inventati pure la scuola per fare il magazziniere o addirittura l’economia domestica. Che siano professioni importanti e delicate non lo mette in dubbio nessuno, ma credo che affiancare una persona mentre svolge il lavoro vale di più di mille diplomi. E questo vale per molte altre professioni. Peccato che oggi, nell’era del “pezzo di carta” non c’è più nessuno disposto ad insegnare un lavoro per paura di farselo rubare.

E così siamo obbligati ad inventarci professioni fotocopia ma con nomi più accattivanti per sentirci originali. Oppure gli diamo un nome inglese per apparire più cool.

Io ho studiato per diventare segretaria, ho lavorato in diversi ambiti ed ogni volta il lavoro era differente. Ciò che ho studiato a scuola non aveva nulla a che vedere con ciò che dovevo fare ogni giorno. Eppure lo facevo bene.

Ho avuto la fortuna di incontrare ancora persone che avevano un minimo di voglia ad insegnare il mestiere ma soprattutto la capacità di rubarlo.

Si, come quel vecchio detto “impara l’arte e mettila da parte”.

Una volta imparato il lavoro mi scatenavo proponendo cambiamenti per migliorare e agevolare il lavoro. Mi apprezzavano per questo. Ma non tutti. A volte le colleghe se la prendevano a male perché non c’è santo che tenga, l’invidia è davvero una brutta bestia.

E aimé, alcune persone sono più impegnate a fare sgambetti che a collaborare.

Libri
Immagine presa da http://www.gds.it

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