Momenti di inaspettata felicità

IMG-20170701-WA0004Un sacco di test negativi.

Ogni giorno, nei motori di ricerca inserivo parole chiave tipo gravidanza, fertilità o ovulazione. Se avevo un minimo sintomo cercavo in internet per capire se poteva essere legato ad una possibile gravidanza. Non so come spiegarlo ma é come se in questo modo fossi più vicina al mio sogno di diventare mamma.

Comunque ci fu davvero da impazzire perché ogni mese arrivava la delusione, con il ciclo.

Ma mai perder la speranza. Infatti, nell’agosto del 2015, al mare, finalmente arrivò il positivo tanto atteso. Una gioia indescrivibile, quasi da non crederci.

Era così desiderato che ci volle poco a prendere coscienza di quanto ci stava accadendo. Non ci restò che attendere la conferma con la visita ginecologica.

Così rientrata dalle ferie chiamai la mia ginecologa per prendere un appuntamento. Generalmente il primo controllo viene fatto ad 8 settimane. E secondo i calcoli avrei dovuto aspettare settembre.

Non stavamo più nella pelle. Facevamo progetti, pensavamo a come sarebbe stato, al nome, a come sistemare la sua stanzetta, al suo battito che avremmo sentito durante la prima visita.

E dopo tanta attesa arrivò il grande giorno. Il mio compagno che stava lavorando mi raggiunse e andammo assieme nello studio della ginecologa. L’emozione era palpabile. Ci fece accomodare, qualche domanda di rito e iniziò la visita.

Ero sdraiata sul lettino e il mio compagno seduto dietro di me. Ricorderò sempre la smorfia della dottoressa che ci fece intuire che qualcosa non andava.

E poi: “non c’è battito.”

Senza parole. La più grande batosta della mia vita dopo la morte improvvisa di mio papà. Un’altra. Ancora.

Il mio compagno con grande freddezza esteriore cerco di consolarmi e consolare sé stesso ma anche se era solo un puntino, se sono cose che capitano, se bisogna continuare a provarci, se doveva capitare perché la natura è così… io stavo malissimo.

L’avevo così idealizzato che era quasi già realtà per me.

Bé, una volta organizzato il raschiamento, tutti a casa in attesa dell’intervento.

Dopo l’intervento cii volle un po’ di tempo affinché tutto là dentro si rimise a posto. Tempo che non passava mai…

Cambiai ginecologo. Quello che mi aveva operata mi sembrava ok.

Andai da lui a fare la visita post-operatoria. Bastò una frase, una sola maledetta frase, per mollare pure lui. Eh già, perché quando uno ti dice: “Lei ha quasi 40 anni. Sarà difficile rimanere nuovamente incinta. Se entro 6 mesi non ce la fate, le organizzo un appuntamento alla Procrea (Centro di Fecondazione Assistita). Alla sua età questa gravidanza potrebbe anche essere stata una botta di culo.”

Questi centri sono molto importanti e per fortuna che esistono. Io però ho la mia idea a riguardo e non avrei mai forzato la natura pur di avere un figlio. Piuttosto l’avrei adottato

Dopo quella visita non andai più dal ginecologo. Ero troppo arrabbiata, offesa e delusa.

Senza dare troppo peso all’intervento subito e senza aspettare i tempi di ripresa previsti, ricominciai a fare ciò che è necessario per avere un bambino.

Abortii a settembre o ottobre 2015 (ho resettato quel momento dalla mia mente) e a marzo 2016 rimasi nuovamente incinta.

Persi il lavoro appena lo annunciai.

Tornai dalla mia vecchia ginecologa che mi sbolognò ad un altro e poi ad un’altra ancora. Mi trovarono la placenta bassa. Prima di partire per le ferie mi dissero che se avessi fatto troppo sforzo avrei corso il rischio di perdere il bambino a causa di un’emorragia. Se avessi perso una sola goccia di sangue avrei dovuto correre al pronto soccorso E così passai delle vacanze con l’ansia. Ogni volta che andavo in bagno pregavo di non trovare gocce di sangue…

Un disastro. Poi venni a sapere che durante i primi mesi di gravidanza È NORMALE avere la placenta bassa. Ma loro dicono così per precauzione.. e per proteggersi il deretano in caso andasse male. Della serie: “io te l’avevo detto!”. BAH!

E intanto io smisi di fare qualsiasi attività perdendo tutta la muscolatura e rovinandomi la schiena, che mi fa male tutt’oggi.

Poi il 15 dicembre 2016 nacque Nicolas e questo momento di gioia cancellò tutti i problemi.

Conclusione: non è mai troppo tardi per diventare mamma ma soprattutto DATE RETTA AL VOSTRO CORPO E AL VOSTRO CUORE.

Non lasciate che trasformino il più bel periodo della vostra vita in un incubo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...