Perplessità

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Da quando sono diventata mamma, la mia sensibilità è aumentata vertiginosamente. Ci sono cose a cui prima non davo peso che ora sono quasi fondamentali.

Mi hanno insegnato fin do piccola a rispettare tutti (proprio tutti non ci riesco, ma di base sono educata con tutti indistintamente). Ho imparato ad accettare tutto, nei limiti del possibile, perché amo il quieto vivere e non ho voglia di circondarmi di negatività. Ciò non significa che ingoio rospi senza proferire parola ma, laddove non ritengo necessario reagire poiché è tempo sprecato, lascio correre.

Questo non ha niente a che vedere con la mia vena provocatoria…che è tutta un’altra questione.

Detto ciò, mi sono resa conto che molta gente è davvero intollerante.

A chi non è mai capitato di essere al ristorante e al tavolo accanto c’erano dei bambini che piangevano o incontrare coppie con il loro bimbo nel passeggino che si destreggiavano tra la folla durante qualche evento o di dover prendere l’ascensore ma trovarlo pieno (perchè i passeggini occupano un sacco di spazio) o tenere aperta la porta a qualche mamma in difficoltà o aiutarla a salire/ scendere le scale perché andare in giro con un passeggino non è così ovvio?

A me e successo moltissime volte e nella mia mente è sempre scattato l’automatismo di sorridere ad una mamma il cui bambino piange, scansarmi per far passare il passeggino, aspettare un altro ascensore, tenere la porta o aiutare una persona in difficoltà.

Ma mi sto rendendo conto che non è così per tutti. Purtroppo ci sono persone che non vedono oltre il loro naso. Persone maleducate e incivili che davanti ad una donna in difficoltà si girano dall’altra parte. Ma la cosa che mi lascia più perplessa non è tanto il loro atteggiamento nei miei confronti, bensì l’indifferenza verso un bambino.

Mi capita spesso quando devo prendere l’autopostale, che accanto a me ci sono altre persone che devono salire, ma piuttosto che darmi una mano salgono dall’altra parte. E questo capita anche quando devo salire o scendere degli scalini. In questo caso ho constatato che i giovani sono molto più educati di molti adulti. E questo mi lascia ben sperare per il futuro.

Oggi eravamo in un ristorante. Non era una tappa programmata e così non avevo il latte per mini me. Chiaramente lui vedendo noi che mangiavamo ha cominciato a piangere. Niente di insopportabile, solo degli urletti per richiamare la nostra attenzione.

Non l’avesse mai fatto. E nonostante ci fossimo alzati a turno per prenderlo e portarlo fuori (per non disturbare), tutti ci guardavano malissimo. Tolleranza zero. E anche in questo caso, la cosa che mi lascia perplessa è che le donne sono le più malefiche: ti squadrano e commentano.

Ma un bambino non dovrebbe fare tenerezza???? E ad uno che sorride anche a chi non lo guarda come si fa a non restituire il sorriso?

Ci sono situazioni insopportabili che io stessa non accetto, ma per quello dò la colpa ai genitori troppo permissivi.

Spero di riuscire ad insegnare a Nicolas il rispetto perché solo dandolo puoi pretenderlo.

 

7 risposte a "Perplessità"

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