Mamma mia!

Secondo una statistica, nel 2015 c’è stato un aumento delle nascite in Svizzera. Ma in Ticino no.

E da qui ho preso spunto per questo articolo.

Forse è vero, abbiamo un po’ dimenticato il valore della famiglia. Molte di noi mettono la carriera davanti a tutto. C’è chi lo fa per necessità e chi lo fa per soddisfazione personale. E così per evitare di perdere il lavoro, molte donne rinunciano alla maternità, la cosa più bella che una donna possa vivere nella sua vita.

Attualmente è difficile per chiunque restare o accedere nel mondo del lavoro. Dicono che c’è crisi. E così chi ha un lavoro ovviamente se lo tiene stretto perché fuori dalla porta c’è una fila di persone disposte a lavorare al posto suo, magari anche ad uno stipendio inferiore.

Siamo come marionette nelle mani di un Governo incapace di difendere i diritti dei propri cittadini.

Secondo voi per quale motivo molte coppie non se la sentono di mettere al mondo un bimbo? Io avrei qualche idea..

Il lavoro è certamente il motivo principale per cui molti rinunciano o rimandano il lieto evento. Voler garantire al proprio figlio una tranquillità economica credo sia la priorità di molti genitori.

Il problema è che spesso l’uomo deve sobbarcarsi tutte le responsabilità economiche della famiglia il che non è affatto scontato. Già con due stipendi si fa fatica a sostenere tutte le spese, figuriamoci con uno solo. Se poi calcoliamo che gli stipendi in Ticino sono sotto la media nazionale, bé… non dobbiamo stupirci se uno rinuncia a far famiglia per evitare di trovarsi con l’acqua alla gola.

Per quanto riguarda la donna invece, innanzitutto essa non calcola quando rimanere incinta. Il desiderio di maternità può manifestarsi a 20 anni come a 30 o 40. Non è lei a deciderlo ma arriva da solo e le stravolge la vita. E allora deve fare i conti con il suo corpo.

Infatti superati i 35 anni i medici la riempiono di paure perché pare che quella macchina perfetta chiamata corpo umano, così perfetta non è. Per esempio dicono che più passa il tempo e più diventa difficile rimanere incinta. E questo già crea degli enormi blocchi a livello psicologico. La mente può fare davvero brutti scherzi. Certo, conoscere i problemi che si potrebbero incontrare durante la gravidanza è importante, ma l’eccesso di informazioni a volte è più dannoso che altro perché una donna in cerca di un figlio è una donna delicata, ansiosa, premurosa, fragile e che guarda già al futuro con gli occhi di una madre. Quindi le servono rassicurazioni non dubbi.

Se poi questa donna ha un lavoro il carico psicologico raddoppia e di conseguenza o non si riesce a rimaner incinta oppure si riesce ma il prezzo da pagare è a volte la perdita del lavoro.

La donna si trova a dover scegliere se mollare tutto dedicandosi alla famiglia o rinunciare alla famiglia per tenersi stretto il posto. Inoltre quelle che hanno sempre lavorato, sono abituate ad essere indipendenti e spesso non se la sentono di cambiare stile di vita per dipendere dal marito caricandolo di tutte le responsabilità economiche. Anche questo non aiuta insomma…

Forse dovremmo fare qualche sacrificio e imparare a dedicarci di più alla famiglia perché infondo è quello che hanno fatto in passato i nostri genitori. Mio papà lavorava giorno e notte e mia mamma pensava a me e mi fratello. Oggi sono grata ad entrambi perché il valore della famiglia è più vivo che mai e fare la madre per me non sarà mai un sacrificio ma un sogno che si realizza.

E forse dovrei esser grata anche al mio ex responsabile di reparto che quando ha saputo della mia gravidanza ha deciso di rinunciare a me perché mi stavano valutando per diventare responsabile dell’ufficio ed ovviamente il congedo maternità avrebbe interrotto il mio percorso di formazione.

Mi ha addirittura proposto un accordo affinché fossi io a licenziarmi per esigenze familiari (!!!) e questo dimostra che non si sentiva totalmente nel giusto (anche perché ero nel periodo di prova). Ovviamente non ho accettato. Ma questi atteggiamento ti mi hanno ferita come donna e come lavoratrice.

Ora sono una futura mamma disoccupata… ma in procinto di fare il lavoro più bello, impegnativo e carico di responsabilità che la vita potesse offrirmi. Anche questo dovrebbe fare curriculum.

Credo sia ora di introdurre misure mirate per il genitore che decide di accudire il figlio mentre l’altro lavora. Aumentare il congedo maternità/ paternità potrebbe per esempio essere una scelta molto solidale oppure garantirgli il lavoro alla fine del congedo assumendo nel frattempo personale a tempo determinato (per esempio, giovani appena formati che necessitano di fare esperienza).

Fiduciosa, resto in attesa.

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