No smoking

Dicono che smettere sia difficilissimo.

Sui pacchetti di sigarette ci sono frasi ed immagini che dovrebbero spaventare il fumatore incentivandolo a smettere.

Ci sono centri appositi per smettere di fumare.

Ci sono libri che promettono il miracolo.

Ci sono sigarette elettroniche o medicamenti alla nicotina per far abituare pian piano il corpo al distacco dalla sigaretta “vera”.

La legge vieta di fumare all’interno dei locali pubblici (GRAZIE!) a meno che non siano dotati di un’apposita sala separata e dotata di un’areazione adeguata.

Il mio rapporto con la “paglia” (sigaretta in gergo giovanile) è cominciato quando avevo 14 anni e ignoranza da vendere. Si perché come tutti, ho fumato la prima “per provare”.

Ricordo ancora l’impedimento nel portare alle labbra quel tubiccino pieno di tabacco, per non parlare poi del gesto stesso di fumare. Inspirare ed espirare fumo ma non essere in grado di mandarlo giù. Insomma, ero proprio una principiante.

Poi aimé, ho imparato e da lì in avanti, anche se non sono mai stata una fumatrice incallita, la sigaretta è diventata la mia compagnia al mattino appena uscita di casa, durante le pause, dopo il caffè a qualsiasi ora, durante l’aperitivo, la sera davanti al PC e prima di dormire. Se non avevo l’accendino o i fiammiferi impazzivo al punto di dover uscire a comperarli. Cavolo, se ci penso mi faccio pena!!!

Mi sono sempre detta: “Ma cosa fumo a fare? il gusto fa schifo e quello che entra nel mio corpo non fa altro che distruggermi piano piano regalandomi nel mentre alito e mani puzzolenti, per non parlare dei denti e delle dita che inevitabilmente diventano gialli.”

Eppure continuavo. Era proprio un vizio a cui non riuscivo a rinunciare.

Poi, 3 anni fa, durante una serata in compagnia, ho esagerato e mi sono svegliata al mattino con ancora il gusto del tabacco in bocca. Non mi era mai capitato. Ero schifata. Mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: “Adesso basta! SMETTO!”

L’idea di non riuscire ad uscire da questa dipendenza mi logorava perché superato quel periodo in cui mi sono trovata vis-à-vis con l’anoressia, avevo deciso di prendermi cura della mia salute e fumare, o meglio, dipendere da qualcosa alterava il mio equilibrio psicofisico. I miei genitori mi hanno insegnato a credere in me stessa e questo mi ha aiutata moltissimo nella vita.

Mi sono sempre battuta per ottenere ciò che voglio. Non sempre ci riesco ma almeno ci provo.

Ad ogni modo, erano circa 20 anni che fumavo ed è bastata la mia forza di volontà per smettere di fumare.

La sera stessa sono uscita per mettermi alla prova. Era estate e mi sono incontrata con un’amica per il nostro aperitivo. Ci siamo sedute fuori perché lei è una fumatrice e l’ho pregata di non crearsi alcun problema a farlo davanti a me. Abbiamo ordinato il nostro buon bicchiere di vino come d’abitudine e la serata è andata benissimo.

Da quel giorno io non ho più toccato una sigaretta.

Ho risparmiato un sacco di soldi, l’alito e le mani non puzzano più, denti e dita sono tornati al loro colore naturale, posso passare un intera serata invernale all’interno di un locale senza dovermi continuamente assentare per fumare.

Insomma, mi sento libera e più sana.

Ed oggi che pratico sport anche il mio fiato ringrazia.

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