Briciole

Con questo titolo voglio approfondire un tema che ho toccato superficialmente nel precedente articolo “Spensieratezza”: i disturbi alimentari .

Ne parlerò in base alla mia esperienza poiché non sono un medico ma una persona come tutti voi.

Avevo 18 anni e un fisico normale, con tutte le forme al posto giusto. Come molte altre donne avevo i miei difetti, le mie paranoie, ma ci convivevo benissimo, o almeno questo era quello che credevo. Infatti, ripensando a quei tempi (21 anni fa!!!!), ricordo perfettamente le mie mani negli armadi di mio fratello (4 anni più grande di me), alla ricerca di abiti che coprissero qualsiasi forma.

Ero apprendista e venni spostata in un altro ufficio per un nuovo lavoro. L’ufficio era posizionato sopra ad un garage in una zona relativamente lontana dal centro ed il tragitto casa-lavoro non mi permetteva di rientrare all’ora di pranzo. Così me ne stavo un’ora tutta sola, in riva al lago a spiluccare qualcosa tanto per riempire il “vuoto”. Qualcuno penserà “che fortuna” ma per me era una tristezza infinita.

Arriva la fine dell’anno scolastico e questo significava lavorare al 100%. Per fortuna arrivarono anche le vacanze e con gli amici organizzai una vacanza al mare durante la quale scoprii il piacere di stare sola con me stessa gustandomi un buon gelato artigianale.

Ma tutto ha una fine e anche quella vacanza in un battibaleno giunse al termine.

Arrivò anche il momento di riprendere la scuola. Non dimenticherò mai i commenti dei miei compagni maschi dispiaciuti per me. Avevo perso peso a di conseguenza le mie forme che nonostante i tentativi di nasconderle, non passavano inosservate.

In quel momento mi resi conto del mio cambiamento e del fatto che forse avevo un problema. Infatti nell’arco di poco tempo passai da 64 a 50 chili. Nonostante ciò ero piena di energie, andavo in palestra, avevo una vita sociale e a scuola me la cavavo.

I miei genitori sono stati fondamentali per la mia guarigione poiché mi sono stati accanto senza assillarmi. Hanno lasciato che io stessa capissi il male che mi stavo facendo e il rischio che stavo correndo. Infatti ero ai limiti dell’anoressia ma sono riuscita a restare in equilibrio scegliendo la salute.

Da allora sono vegetariana, il mio peso è tornato alla normalità, controllo la mia alimentazione ma senza farne un ossessione e cosa più importante le forme sono tornate tutte al loro posto e non sento più la necessità di nasconderle.

Credo che la causa di tutto questo (riassunto in poche righe per non tediarvi) fosse la paura di diventare adulta e dover cominciare a prendermi le mie responsabilità.

Probabilmente è stato necessario per me, anche in questo caso, cadere per poi rialzarmi più forte di prima.

Oggi sono una donna indipendente, onesta, sulla quale si può sempre fare affidamento e capace di difendere sé stessa, le persone che ama e i propri ideali.

Questa è stata la mia esperienza. Il cibo può essere il nostro migliore amico o il nostro peggior nemico ma resta comunque indispensabile per noi.

Io l’ho usato per distogliere la mia mente dal mio problema reale: la paura di diventare “grande”.

Non è servito a nulla. Quella paura non era un problema ma un passaggio obbligatorio che ognuno di noi deve percorrere lungo la strada della vita.

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Oggi la solitudine non mi fa più paura

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