L’ascesa

Il significato del termine “ascesa” è ambiguo.

Se negativo indica un percorso difficile, tutto in salita.

Se positivo indica una conquista, un successo.

Avete presente quel momento in cui, dopo una caduta ci si rialza più forti di prima? Io si ed è proprio da qui che voglio sviluppare il mio blog.

Quando ci si sente vuoti, persi e soli si è convinti di non farcela e così si va sempre più giù fino a toccare il fondo. Mancano le forze e l’aria. È a quel punto che bisogna decidere se lasciarsi andare o combattere usando la forza di volontà e aggrappandosi all’affetto di chi ci vuole bene.

A volte basta davvero poco per credere nuovamente in noi stessi e risalire in superficie.

E in men che non si dica si torna a respirare!

Oggi ne parlo serenamente ma cinque anni fa ho vissuto il mio incubo peggiore.

Ricordo quella sera come fosse ieri. Stavo scrivendo al PC e papà è venuto ad augurarmi la buona notte. Tra di noi c’era un legame speciale, fortissimo. Era una persona speciale con la quale riuscivo ad essere me stessa. Mi riempiva di complimenti, mi capiva, mi ha insegnato a credere in me stessa e a battermi per ciò in cui credo sostenendomi sempre.

Quella notte però mi ha destabilizzata completamente. Ho sentito un colpo di tosse nel pieno della notte, sono andata in bagno, non stava bene, volevo portarlo all’ospedale (dove io lavoravo) ma era debole perché non riusciva a respirare e non me la sono sentita, ho chiamato i soccorsi, la corsa in ospedale con mia mamma, il massaggio cardiaco, io di fronte a lui all’interno del box che non gli toglievo gli occhi di dosso, gli infermieri che mi hanno invitata a uscire con mia mamma, l’intubazione, mio fratello che ci ha raggiunti, il medico che ci ha dato la notizia.

Se n’è andato a sessantacinque anni, così, in punta di piedi. Uno shock!

La morte di un genitore (o di una persona cara) ti mette a dura prova: la mente va in confusione, il cuore impazzisce, lo stomaco si stringe, ti senti impotente e inutile, hai paura e come se non bastasse dentro di te nasce e cresce il senso di colpa.

È a quel punto che ho deciso di tramutare il mio dolore in energia positiva.

Quanto accaduto fa parte del mio percorso che è in ascesa ma verso una mia conquista personale.

“Quanto più alta l’ascesa, tanto più esteso il panorama” (cit.)

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