Crostata di prugne

Ogni tanto mi ritrovo con la voglia di fare un dolce ma senza gli ingredienti necessari. E così mi invento una ricetta prendendo spunto qua e là tra quelle esistenti in rete.

Adoro le crostate.

Guardo in dispensa e.. la farina c’è, il lievito c’è, lo zucchero c’è … e basta!

Ahaaaaaaaaaaaa..😱

Cerco subito in google “crostata senza uova” e, dopo averne visionate un po’, ecco la mia ricetta:

250 gr di farina

60 gr di olio di girasole

65 gr di acqua fredda nella quale scioglierete 80 gr di zucchero

5 gr di lievito

Un pizzico di sale

300 gr di marmellata a scelta

Unire i tutti gli ingredienti liquidi e poi aggiungervi farina, lievito e sale.

Lavorato l’impasto, spianarlo e metterlo in uno stampo ricoperto da carta forno o unto e infarinato.

Spalmare la marmellata.

Mettere nel forno preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti.

L’olio di girasole le regala una consistenza croccante e un gusto molto gradevole.

Buon appetito!

🤗

Annunci

L’acqua

L’acqua.

Non c’è nulla di più divertente per i bambini.

Una scoperta continua.

Mare sapore di mare..

E finalmente siamo andati al mare. La seconda volta in tre.

Lo scorso anno Nicolas era piccino e così non si é goduto a pieno la sabbia fine, l’acqua salata e l’aria di mare.

Bé, ci ha pensato quest’anno! Abbiamo passato la settimana a rincorrerlo perché la sua curiosità lo portava ovunque. Lo stupore sul suo viso per ogni cosa che a noi appare ormai scontata era emozionante.

Siamo tornati bambini anche noi, per qualche giorno.

È stato bello, ci siamo divertiti, si é comportato bene e abbiamo scoperto che non ha paura di niente.

Ahaaaa… beata incoscienza!

Abbiamo fatto la nostra prima esperienza in una struttura a 4 stelle denominata “Family Hotel”. Una delusione su tutta la linea: di 4 stelle e di “family” non aveva nulla. Peccato.

Vedremo di informarci meglio la prossima volta.

Di certo alloggiare in un appartamento dove gli orari li decidiamo noi é la scelta migliore ora che Nicolas é ancora piccolo.

E voi cosa preferite?

screenshot_20180730-083333_video-player30982167717089595.jpg

Vacanze DoloMitiche

Due settimane lontane dalla città e dalla routine. Io, mia mamma e mio figlio ci siamo regalati una vacanza sulle Dolomiti. L’ennesima.

Infatti da sempre questa è una meta delle nostre vacanze estive. Una volta si andava in agosto mentre ora, per evitare traffico e caos, abbiamo preferito luglio.

Bellissimo. Rilassante. Rigenerante. Rivitalizzante.

Ogni tanto mi ritagliato del tempo per me. Cuffiette, scarpe da ginnastica e via.. 🏃‍♀️

Vi mostro qualche foto scattata qua e là durante le nostre passeggiate. Perché la montagna va assaporata passo dopo passo.

Tutto l’anno sono circondata dalle montagne eppure andare in questi luoghi non mi stanca mai. Immagino sia dovuto al valore affettivo che ci lega ad essi.

Ma tranquilli, un po’ di aria di mare non ce la leva nessuno.

E voi dove passerete le vostre ferie? Vi va di condividere delle foto con me?

La mia scimmietta

Vedere un bimbo che mangia é emozionante perché fa capire l’importanza di questo gesto.

Lui studia, spappola e trangugia tutto quello che gli viene messo davanti. Lo apprezza. Si fionda e si sporca come farei io con ad una fetta di torta Sacher.

Mangiare é una della poche gioie di cui possiamo godere. Purtroppo c’é chi non ha questa fortuna, perché la fame é ancora una delle piaghe più grandi di questo mondo.

E poi ci sono le malattie. Ci sono passata. Non mangiare per diventare magra o per attirare attenzione o forse per autolesionismo. Bo, non lo so, ma oggi ripensandoci mi rendo conto di essermi privata di qualcosa di importantissimo.

E questo video fa capire come mangiare possa regalare piacere.

Come trovare una babysitter

Un figlio che nasce è una gioia. Appena te lo posano tra le braccia, tutte le paure svaniscono come per magia e nel ruolo di genitori ci si lancia in questa splendida avventura. E genitore non si nasce ma si diventa sperimentando e informandosi giorno dopo giorno: l’allattamento, il ciuccio, il sonno, i pianti, le urla, i denti, la pappa, il seggiolone, il marsupio, il passeggino, ecc…
Non ci sono regole perché ogni bambino è diverso ed i genitori devono prendersi il tempo e avere la dovuta pazienza per conoscerne le esigenze e crescerlo come meglio credono.

Ed è proprio il tempo il problema. Mi riferisco al congedo maternità ossia i quattro mesi che spettano di diritto ad ogni donna che partorisce. Quattro mesi che non bastano nemmeno per recuperare le energie spese durante la gravidanza. Quattro mesi dopo i quali una coppia ma soprattutto una donna, si trova davanti ad un bivio. Già perché decidere se riprendere a lavorare o restare a casa a crescere il proprio figlio non è sempre facile.

Ci sono diverse vie di pensiero ed ognuna è giusta poiché ogni donna deve sentirsi libera di vivere la sua maternità come meglio crede. Quando siamo nati io e mio fratello, nostra mamma è rimasta a casa a curarci. Ma erano altri tempi e anche il mercato del lavoro era un po’ diverso. Oggi se decidi di rimanere a casa a crescere tuo figlio rischi di non riuscire a rientrare più nel mondo del lavoro a meno che non hai un onesto datore di lavoro o sei indipendente.

Io ho avuto Nicolas all’alba dei quarantanni (si si… ce la siamo presa comoda). Lavoravo da pochi mesi e visto che legalmente ne avevano diritto, non ci hanno pensato due volte a lasciarmi a casa. Poi, va bé, le motivazioni che hanno usato sono discutibili ma non importa. Forse, se non mi avessero lasciata a casa non avrei avuto il coraggio di rinunciare alla carriera (perché ero stata assunta per una posizione di responsabilità) e dopo quattro mesi avrei ripreso la mia attività lasciandomi sfuggire i suoi progressi e tutte le emozioni che ho provato fino ad oggi. Ma come detto, ogni donna dovrebbe potersi sentire libera di decidere se prendersi cura del proprio figlio oppure tornare alla vita professionale affidandosi a babysitter, asili nido o mamme diurne. La differenza è una sola: l’indipendenza economica.

Ora Nicolas a quasi un anno e mezzo e sto valutando l’idea di riprendere a lavorare ad ore per reintegrarmi pian piano nella società riabituandomi ai ritmi dettati da essa.

Non ho fretta.. però se dovessi trovare un impiego inizierò la mia ricerca sul web.

Sono sempre più numerosi i siti che propongono la ricerca della babysitter online, come ad esempio Sitly.ch. Non è male… comodamente da casa con pochi click si possono iniziare a vedere i profili di tutte le tate che si propongono nella tua zona.

 

Pazienza..

Per fortuna qualcuno in famiglia ha tanta taaaaaaanta pazienza (vedi video)

Festa della mamma – the day after

CARO NICOLAS,

QUESTE SONO LE IMPRONTE DELLE MANI DELLE PERSONE SU CUI POTRAI SEMPRE CONTARE.

20180513_162705.jpg
IMPRONTE LASCIATE ALLA CLINICA SANT’ANNA DI SORENGO (SVIZZERA)