Guarda nel tuo piatto

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Prima di rimanere incinta la mia alimentazione era ben diversa da quella di oggi.

In piena adolescenza, da un giorno all’altro, ho deciso di non mangiare più né carne né pesce.

È stato un po’ difficile perché vent’anni fa essere vegetariani era visto come una cosa fuori dal mondo. Non se ne parlava molto e quando se ne parlava c’era sempre da litigare. La gente a volte non vuole capire che non siamo tutti uguali. E così quando andavo al ristorante con gli amici era una tragedia. Nei ristoranti non esistevano piatti vegetariani e così mi trovavo sempre di fronte ad un piatto di insalata mista con un contorno di commenti demenziali. Commenti che avevano il solo scopo di farmi sentire sbagliata. Per fortuna con me non funzionano sti giochetti… Ad ogni modo, almeno dagli amici ti aspetti un minimo di comlplicità. Illusa !

Nonostante sia provato che una dieta vegetariana, se equilibrata, può portare molti benefici alla nostra salute, capita ancora oggi di discutere sul perché di questa scelta e puntualmente qualcuno cade nel patetico offendendo.

Eppure io quando sono a tavola con altre persone non commento i loro piatti o il fatto che siano carnivori. Anche perché non me ne importa nulla.

Poi arriva il giorno in cui scopro di essere incinta. Chiaramente non si trattava più solo di me ma anche di nostro figlio. Un’enorme responsabilità che mi ha spinta al cambiamento. E così dopo ventidue anni da vegetariana decido di riprendere a mangiare sia la carne che il pesce. Ho cominciato a piccole dosi per evitare uno shock al mio corpo non più abituato a certi alimenti.

Ho quindi proseguito con un’alimentazione « onnivora » per tutta la gravidanza e anche durante l’allattamento. Nicolas sta crescendo bello e sano. Ora ha quattordici mesi ed apprezza qualsiasi cibo gli venga proposto. Per me è quindi giunto il momento di ritornare al mio vecchio regime alimentare.

Con l’alimentazione non si scherza. Però essere vegetariani si può. Bisogna fare in modo di assumere tutti gli elementi nutritivi necessari al nostro corpo. Bisogna essere consapevoli del fatto che legumi e verdure non ce li possono fornire tutti. Ma si può.

In base alla mia esperienza posso solo dire che io stavo meglio prima.

E per fortuna, fatta eccezione per i cavoletti di Bruxelles, amo le verdure.

A te che critichi posso solo dire : « guarda nel tuo piatto ».

San Valentino

AUGURI ❤

Cioccococcole

Avevo qualche pera da smaltire e una gran voglia di un dolce goloso.

Ho trovato in rete questa ricetta

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Facile e veloce se non fosse per il tempo perso a spelare e tagliare pere… Eh Eh

Va be’ questo è il risultato finale

Che ne dite?

GNAAAAAAAAM!

Davvero una cioccococcola 🤗

… e BUON SAN VALENTINO A TUTTE/I! ❤

Perché Sanremo é Sanremo

Negli ultimi anni, ogni volta che arrivava il periodo del Festival di Sanremo, mi ripromettevo di guardarlo.

Guardare quel festival che da piccola mi piaceva da impazzire. Un momento di spensieratezza che aspettavo con entusiasmo.

Ricordo ancora oggi molte delle canzoni. E non solo io. Perché le canzoni di Sanremo diventavano colonna sonora della vita di molti di noi.

E poi quest’anno ho letto che alla conduzione ci sarebbero stati Baglioni, Hunziker e Favino. Un trio strano. Tre personalità diverse. Il cantante, la showgirl e l’attore.

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Bé, si sono dimostrati tre ARTISTI degni del palco dell’Ariston.

Baglioni un vero signore, un padrone di casa elegante, sorridente, discreto, brillante e professionale in grado di riempire il palcoscenico con la sua personalità.

Hunziker brillante, spumeggiante, elegante, bella, spontanea e in grado di condurre il festival con la disinvoltura e la spigliatezza che la contraddistinguono. Ed é Svizzera come me.

Favino bravissimo, sorprendente con il suo medley, la sua simpatia e la naturalezza nello stare sul palco scenico.

Tre artisti a tutto tondo. BRAVISSIMI!

Bella la scelta musicale, piacevoli i super ospiti.

Peccato per Ermal Meta e Fabrizio Moro che hanno portato una tra le canzoni più belle di questa edizione. Ma sono certa che questo “disguido” gli porterà ancora più successo.

Insomma, dopo tanti anni sono rimasta attaccata allo schermo per non perdermi nulla. Canzoni e gag che hanno permesso a molti di noi di passare una serata piacevole, divertente, colma di ricordi e spensierata. Come quando ero piccola.

Non solo in Italia è seguitissimo. Anche in Svizzera é apprezzatissimo. Soprattutto con una conduzione come questa!

Insomma “un pozzo” di sorprese…e non é ancora finita.

Social …

Socializzare è importantissimo per tutti.

Intendo la vera socializzazione. Non quella nascosta dietro ad uno schermo ed una tastiera ma quella fatta di incontri, parole, sguardi, gesti ed emozioni.

Ho dovuto allontanarmi da facebook, il social network che reputo più geniale in assoluto, per rendermi conto che al giorno d’oggi non è facile comunicare con gli altri. Lì c’é racchiuso tutto. Le distanze si accorciano, le emozioni scorrono come fiumi in piena oppure vengono soffocate per mostrarsi sempre euforici agli occhi di amici ed estranei. Perché il profilo è quasi sempre visibile a tutti e raramente ci si descrive davvero per come si è. È questo il bello dei social network, per molti. Ma non per tutti.

Io lo usavo come “valvola di sfogo”. Mi esponevo spiegando il mio punto di vista su svariati temi di attualità. Difficilmente la gente apprezza la sincerità, se non corrisponde al suo pensiero.

Ho mollato tutto perché stavo costruendo attorno a me un mondo falso fatto di amicizie virtuali e negatività.

Uscire, andare in un bar, fare due chiacchiere, bere qualcosa, ridere, arrabbiarsi, discutere, darsi la mano, abbracciarsi, guardarsi negli occhi e vivere di persona certi momenti non è paragonabile a stare su una sedia davanti ad un pc.

E così vorremmo insegnare a nostro figlio a stare tra la gente. Purtroppo dove viviamo noi, non è facilissimo socializzare perché ci sono molti stranieri che vanno e vengono. La gente del posto però è aperta. Parlo però di persone adulte.

Per incontrare dei bambini abbiamo dovuto per forza portarlo al preasilo. Prima di farlo abbiamo aspettato che camminasse, così da potersi integrare più facilmente anche con bambini un po’ più grandi di lui.

Non potevamo fare scelta migliore. Certo, dobbiamo ancora superare la vera separazione. Quel momento in cui io uscirò dalla stanza lasciandolo lì “solo” con le maestre e i compagni. Ma sono fiduciosa. È curioso, pacifico e sempre sorridente.

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La cosa a cui non avevo mai pensato è che anche io subirò il distacco. Mi hanno chiesto se sono pronta e la mia risposta è stata molto semplice e spontanea: “l’importante è che tutto questo faccia bene a Nicolas. È necessario che lui socializzi ed interagisca con i coetanei. Se sarà sereno lui, lo sarò pure io”.

Non posso permettermi di bloccare la sua crescita per un mio capriccio. Fa parte della vita. E lui è la mia vita quindi ho, anzi abbiamo il dovere di accompagnarlo serenamente nella società.

Però mano nella mano.

 

 

L’orizzonte

20161222_122523Cosa vedo all’orizzonte?

All’orizzonte, dietro ad un po’ di foschia, vedo il futuro di mio figlio. Un futuro che mi auguro sia il più sereno possibile.

Io sono una seconda. Tre anni e mezzo prima di me è nato mio fratello. Fin da piccola sono sempre stata un po’ provocatrice e ribelle mentre mio fratello era calmo e pacato.

Mi ricordo che avevo sempre la battuta pronta, ero serena e non me ne importava un accidenti dei giudizi altrui. Ricordo che mi prendevano in giro sia per le orecchie a sventola che per l’apparecchio fisso. E nonostante provassero in tutti i modi a ferirmi io avevo sempre la battuta pronta. Non mi sono MAI fatta sopraffare dai “bulletti”. La mia rivincita me la sono poi presa crescendo. Basta guardarli.

Tutto questo mi ha resa forte e difficilmente mi offendo o ci rimango male per qualcosa. Ho imparato che l’indifferenza è la migliore arma contro l’ignoranza.

Non sto dicendo che bisogna subire bensì reagire. Reagire con intelligenza. A volte basta un sorriso, a volte rispondere a tono aiuta. Ma non bisogna mai cadere nel patetico.

Incontreremo sempre lungo il percorso della nostra vita qualcuno a cui non piacciamo. E viceversa. Io di solito le ignoro le persone che non mi piacciono ma purtroppo c’è chi per sentirsi superiore giudica o offende.

Ecco, nel futuro di mio figlio vedo dei valori forti e sani. Deve essere cosciente del fatto che la violenza e la cattiveria non pagano mai. Che per farsi rispettare bisogna essere superiori.

Nella mia vita c’è stata una parentesi politica. Mi sono sempre battuta per ciò in cui credevo. Mi sono resa disponibile in mille modi con un sacco di persone. Ho assecondato, supportato e sopportato. Faceva parte del gioco. Inizialmente mi piaceva e ne ho approfittato perché mi permetteva di fare qualcosa di concreto per il mio comune e per gli altri. Poi ho capito come funziona ed ho smesso di giocare.

Ho sempre detto ciò che pensavo mettendoci la faccia. Creare dibattito con le provocazioni mi ha dato la possibilità di confrontarmi ed imparare cose nuove. Ho anche cambiato idea qualche volta. Perché solo gli sciocchi non cambiano idea.

Peccato che ci sono persone che non sanno discutere. Loro offendono, criticano. E non solo la diretta interessata ma anche i familiari. Chiaramente non lo fanno mettendoci la faccia. E no… loro si nascondono dietro false identità, nell’anonimato. E si sentono tanto grandi.

L’anonimato è roba da vigliacchi.

Eppure sui social network o nei blog, ricevere commenti da persone che non rendono pubblica la loro identità, é la normalità.

Ecco, nel futuro di mio figlio vedo il coraggio. Vorrei che non si lasciasse intimorire dalla cattiveria o provocare da chi cerca di minare la sua sicurezza. Essere fieri di ciò che si é, è fondamentale.

Questo è l’arduo compito di noi genitori. Insegnargli ad amarsi e ad amare. Ma non a farsi voler bene ad ogni costo. Questo no. Scendere a compromessi si può e si deve, ma con cautela. Sempre.

Dovremo avere la forza di lasciargli tutta la libertà di scegliere ciò che desidera fare. A me questo è servito moltissimo perché tutte le esperienze fatte mi hanno aiutata a crescere. E di questo devo ringraziare i miei genitori. E un grazie speciale va a mio papà che se ne é andato troppo presto privandomi della gioia di fargli conoscere Nicolas.

Mi hanno lasciata andare ma non mi hanno mai fatta sentire sola. Probabilmente questa é la chiave.

E voi cosa vedete all’orizzonte per i vostri figli?

Un passo alla volta

Quando vedi i figli delle amiche che camminano è inevitabile pensare « chissà quando comincerà a camminare il mio.. ».

È uno degli argomenti che si affrontano quando il bimbo arriva all’anno di età. Le domande di rito sono : Cammina già ? Mangia tutto ? Dice già qualche parola ?

E questo è il momento in cui le mamme e i papà si confrontano. Giusto parlarne ma sappiamo bene che ogni bimbo ha i suoi tempi e non ci sono momenti precisi o regole uguali per tutti.

Eppure i genitori si preoccupano sempre e comunque. Si mettono in discussione come se tutto dipendesse da loro.

Non é così. Il genitore ha il compito di accompagnare il bambino nella crescita ma poi molte cose dipendono dal carattere, dalla fisicità e dai gusti del bambino.

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Nicolas ha cominciato a camminare a metà gennaio ossia a tredici mesi. Si muove con una certa sicurezza, evita gli ostacoli e sale o scende i gradini senza problemi ma dopo un po’ ci vuole una siesta.

Chissà quanta fatica fisica e mentale impiegano i bambini che cominciano a camminare. Quante energie consumano per un movimento che per noi è ormai naturale.

Ogni suo progresso è un’emozione perché significa che sta crescendo bene.

Fin da quando è piccolo la frase ricorrente è « NON VEDO L’ORA CHE… ». E puntualmente qualcuno ti dice : « non farlo crescere prima del tempo ».

Già, il tempo vola.

È curioso e spericolato. Non gli sfugge nulla. È quindi nostro compito permettergli di conoscere l’ambiente in cui vive.

Quando cade sorrido per non farlo spaventare. Dicono che il bambino sente la paura dei genitori per cui è necessario mostrasi sempre tranquilli e rassicuranti. Non è affatto facile ma evidenetmente funziona.

Probabilmente perché non si è mai fatto male davvero… E già, deve ancora arrivare il momento in cui mi verranno i capelli bianchi dallo spavento.

Bé, siamo stati tutti bambini. Ma non tutti siamo stati genitori.

Per entrambi i ruoli c’è molto da imparare e l’esperienza è la migliore maestra.