L’acqua

L’acqua.

Non c’è nulla di più divertente per i bambini.

Una scoperta continua.

Annunci

Mare sapore di mare..

E finalmente siamo andati al mare. La seconda volta in tre.

Lo scorso anno Nicolas era piccino e così non si é goduto a pieno la sabbia fine, l’acqua salata e l’aria di mare.

Bé, ci ha pensato quest’anno! Abbiamo passato la settimana a rincorrerlo perché la sua curiosità lo portava ovunque. Lo stupore sul suo viso per ogni cosa che a noi appare ormai scontata era emozionante.

Siamo tornati bambini anche noi, per qualche giorno.

È stato bello, ci siamo divertiti, si é comportato bene e abbiamo scoperto che non ha paura di niente.

Ahaaaa… beata incoscienza!

Abbiamo fatto la nostra prima esperienza in una struttura a 4 stelle denominata “Family Hotel”. Una delusione su tutta la linea: di 4 stelle e di “family” non aveva nulla. Peccato.

Vedremo di informarci meglio la prossima volta.

Di certo alloggiare in un appartamento dove gli orari li decidiamo noi é la scelta migliore ora che Nicolas é ancora piccolo.

E voi cosa preferite?

screenshot_20180730-083333_video-player30982167717089595.jpg

Vacanze DoloMitiche

Due settimane lontane dalla città e dalla routine. Io, mia mamma e mio figlio ci siamo regalati una vacanza sulle Dolomiti. L’ennesima.

Infatti da sempre questa è una meta delle nostre vacanze estive. Una volta si andava in agosto mentre ora, per evitare traffico e caos, abbiamo preferito luglio.

Bellissimo. Rilassante. Rigenerante. Rivitalizzante.

Ogni tanto mi ritagliato del tempo per me. Cuffiette, scarpe da ginnastica e via.. 🏃‍♀️

Vi mostro qualche foto scattata qua e là durante le nostre passeggiate. Perché la montagna va assaporata passo dopo passo.

Tutto l’anno sono circondata dalle montagne eppure andare in questi luoghi non mi stanca mai. Immagino sia dovuto al valore affettivo che ci lega ad essi.

Ma tranquilli, un po’ di aria di mare non ce la leva nessuno.

E voi dove passerete le vostre ferie? Vi va di condividere delle foto con me?

La mia scimmietta

Vedere un bimbo che mangia é emozionante perché fa capire l’importanza di questo gesto.

Lui studia, spappola e trangugia tutto quello che gli viene messo davanti. Lo apprezza. Si fionda e si sporca come farei io con ad una fetta di torta Sacher.

Mangiare é una della poche gioie di cui possiamo godere. Purtroppo c’é chi non ha questa fortuna, perché la fame é ancora una delle piaghe più grandi di questo mondo.

E poi ci sono le malattie. Ci sono passata. Non mangiare per diventare magra o per attirare attenzione o forse per autolesionismo. Bo, non lo so, ma oggi ripensandoci mi rendo conto di essermi privata di qualcosa di importantissimo.

E questo video fa capire come mangiare possa regalare piacere.

Come trovare una babysitter

Un figlio che nasce è una gioia. Appena te lo posano tra le braccia, tutte le paure svaniscono come per magia e nel ruolo di genitori ci si lancia in questa splendida avventura. E genitore non si nasce ma si diventa sperimentando e informandosi giorno dopo giorno: l’allattamento, il ciuccio, il sonno, i pianti, le urla, i denti, la pappa, il seggiolone, il marsupio, il passeggino, ecc…
Non ci sono regole perché ogni bambino è diverso ed i genitori devono prendersi il tempo e avere la dovuta pazienza per conoscerne le esigenze e crescerlo come meglio credono.

Ed è proprio il tempo il problema. Mi riferisco al congedo maternità ossia i quattro mesi che spettano di diritto ad ogni donna che partorisce. Quattro mesi che non bastano nemmeno per recuperare le energie spese durante la gravidanza. Quattro mesi dopo i quali una coppia ma soprattutto una donna, si trova davanti ad un bivio. Già perché decidere se riprendere a lavorare o restare a casa a crescere il proprio figlio non è sempre facile.

Ci sono diverse vie di pensiero ed ognuna è giusta poiché ogni donna deve sentirsi libera di vivere la sua maternità come meglio crede. Quando siamo nati io e mio fratello, nostra mamma è rimasta a casa a curarci. Ma erano altri tempi e anche il mercato del lavoro era un po’ diverso. Oggi se decidi di rimanere a casa a crescere tuo figlio rischi di non riuscire a rientrare più nel mondo del lavoro a meno che non hai un onesto datore di lavoro o sei indipendente.

Io ho avuto Nicolas all’alba dei quarantanni (si si… ce la siamo presa comoda). Lavoravo da pochi mesi e visto che legalmente ne avevano diritto, non ci hanno pensato due volte a lasciarmi a casa. Poi, va bé, le motivazioni che hanno usato sono discutibili ma non importa. Forse, se non mi avessero lasciata a casa non avrei avuto il coraggio di rinunciare alla carriera (perché ero stata assunta per una posizione di responsabilità) e dopo quattro mesi avrei ripreso la mia attività lasciandomi sfuggire i suoi progressi e tutte le emozioni che ho provato fino ad oggi. Ma come detto, ogni donna dovrebbe potersi sentire libera di decidere se prendersi cura del proprio figlio oppure tornare alla vita professionale affidandosi a babysitter, asili nido o mamme diurne. La differenza è una sola: l’indipendenza economica.

Ora Nicolas a quasi un anno e mezzo e sto valutando l’idea di riprendere a lavorare ad ore per reintegrarmi pian piano nella società riabituandomi ai ritmi dettati da essa.

Non ho fretta.. però se dovessi trovare un impiego inizierò la mia ricerca sul web.

Sono sempre più numerosi i siti che propongono la ricerca della babysitter online, come ad esempio Sitly.ch. Non è male… comodamente da casa con pochi click si possono iniziare a vedere i profili di tutte le tate che si propongono nella tua zona.

 

Pazienza..

Per fortuna qualcuno in famiglia ha tanta taaaaaaanta pazienza (vedi video)

Festa della mamma – the day after

CARO NICOLAS,

QUESTE SONO LE IMPRONTE DELLE MANI DELLE PERSONE SU CUI POTRAI SEMPRE CONTARE.

20180513_162705.jpg
IMPRONTE LASCIATE ALLA CLINICA SANT’ANNA DI SORENGO (SVIZZERA)

Colpi di testa

Introduzione.

A chi di voi, almeno una volta nella vita, non é capitato di andare dal parrucchiere con l’intenzione di spuntare i capelli o di regolare solo il taglio ed é uscita con la testa stravolta?

A me é successo. Ed oggi sono qui a scrivere questo articolo perché ci sono cascata per l’ennesima volta. Sto impazzendo perché ogni volta che li lavo e li asciugo é una lotta per dargli una piega.. e purtroppo vincono sempre loro.

20180504_164937

Ho cercato in rete dei metodi per rimediare al disastro ma nulla. L’unica alternativa che ho é attendere che i capelli ricrescano.

Io però non demordo e continuo a sbirciare qua e là!

E tra le varie testimonianze ho trovato questo testo che ho estrapolato da un articolo del sito di Jean Louis David:

Schermata 2018-05-09 alle 12.07.50.png

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di quanto affermato in queste righe. Io di solito quando entro in un salone spiego esattamente quello che desidero eppure esco quasi sempre delusa.

Qualche anno fa, con la chioma abbastanza lunga e ondulata, mi sono recata in un salone per “pulire il taglio” che per me significa spuntare. Avevo anche la frangia, una splendida frangia. Era la prima volta che ci andavo. Ho il brutto vizio di cambiare parrucchiere perché mi piace testarli. Mi lava i capelli, mi fa accomodare sulla poltrona, davanti allo specchio e mi chiede ancora che cosa voglio. Gli dico che i capelli mi piacciono così ma avrei bisogno di una spuntatina, frangia compresa.

Io non so cosa ha capito ma ha cominciato ad alleggerirli tagliuzzando qua e la. Avevo il segno netto delle sforbiciate. Bruttissimo. Ma il bello é arrivato quando é stato il momento della frangia e lui mi dice: “ah..  certo che tagliare la frangia é davvero difficile”. Mi si é gelato il sangue nelle vene. Ha cominciato a tagliarla finché si é accorto che ho una bellissima rosa a destra (a dire il vero ne ho una anche a destra ma per fortuna non l’ha vista!!!) e secondo voi come ha pensato di risolvere il problema?? ma tagliandola via naturalmente. Si avete capito bene, ha tagliato la ciocca di capelli…

Ora, non vorrei passare per bacchettona, ma qui non si tratta di incomprensione bensì di incapacità professionale! Infatti appena uscita ho scritto un’email abbastanza alterata al proprietario del salone che al momento dei fatti non era presente e gli ho spiegato la situazione e la mia delusione. Dopo avermi vista di persona ed aver confermato le mie perplessità, mi ha rimborsata e mi ha dato un buono per rimediare all’errore dell’altro collega. Purtroppo c’era ben poco da fare ma ho apprezzato il gesto e l’ammissione di colpa.

E nonostante ciò, continuo a fare lo stesso errore. Mi affido a persone che si credono chissà chi, che ti incantano con le parole e poi quando arrivi a casa e lavi i capelli ti rendi conto che hanno fatto un casino.

Avevo un banalissimo carré lungo davanti e corto dietro. Volevo dargli un po’ di volume. Ormai conosco benissimo sia i miei capelli che il mio volto e so cono esattezza come NON devono essere i miei capelli. Lo so io ma dovrebbe saperlo anche un buon parrucchiere. Perché il loro lavoro é anche quello di cercare e consigliare un taglio che si addica al volto e alla fisicità di una persona. Poi é necessario valutare il tipo di capello, la direzione in cui cadono le ciocche e le rose. Anche il colore é importante perché, per esempio, i capelli decolorati non andrebbero sfilati.

E così vado in questo salone dove di solito mi serve una ragazza (bravissima). Lei non aveva tempo e così mi mette nelle mani di un collega – aimé – fidandomi. Mi sono presentata con i capelli decolorati, quindi parecchio sfibrati. Gli ho spiegato che volevo mantenere il taglio dandogli un po’ di volume. Nella mia mente c’é sempre la speranza che prima di prendere le forbici in mano valutino attentamente ciò che stanno per fare. È quello che mi aspetto da un professionista.

Comunque non ha capito una cippa nemmeno lui. Ha cominciato a sforbiciare come se non ci fosse un domani e via… taglia di qua, taglia di là… ora sono tutti sfilacciati.

Tra l’altro, con quello che costa uscire delusi é ancora più fastidioso.

Andare dal parrucchiere é l’unico momento in cui posso dedicarmi un po’ di tempo. Una coccola che mi concedo ogni tanto per la piega, per il colore o per il taglio.

Insomma non mi interessano le dimostrazioni di bravura e di fantasia se poi non sono nemmeno capaci ad ascoltare le mie richieste.

I casi sono due:

  1. Entro in un salone e dico “mi affido a te” allora fai ciò che vuoi. E in quel caso ti conviene essere bravo perché se ti dò carta bianca devi fare un capolavoro.
  2. Entro in un salone e dico “alleggeriamoli un po’ mantenendo la lunghezza” mi aspetto che tu faccia quello che ti chiedo.

La morale di tutta questa storia non la so, ma una cosa é certa. D’ora in avanti – e lo giuro mettendolo per iscritto – se non mi ascoltano mi alzo e me ne vado (anche con la testa bagnata).

Ovviamente non ce l’ho con la categoria. Ci sono molti parrucchieri che sanno fare benissimo il loro lavoro e ne ho incontrati molti. Che questo vizio di affidarmi a chiunque mi serva d’insegnamento….